Recensione

Di Chimere, traduzioni e riletture: La Chimera di Praga

 

La Chimera di Praga
Laini Taylor

Karou ha 17 anni, è una studentessa d’arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un’intricata filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l’esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato.

Non è la prima volta che leggo La Chimera di Praga, il mio primo approccio con la storia di Karou risale al 2014 e sebbene con la mia ultima lettura abbia ancora una volta amato e apprezzato la storia scritta da Laini Taylor, non ho però sentito lo stesso trasporto, tanto da aver abbassato – anche se leggermente – il giudizio sul libro.

Il perché è presto detto, anzi a dire il vero credo che le ragioni siano principalmente due. La prima è dolorosa da ammettere perché ultimamente sto cercando di comprare più libri tradotti da noi che libri in inglese, ma la realtà dei fatti è questa: la mia prima lettura è stata in inglese e ho trovato lo stile della Taylor impeccabile e coinvolgente. Mentre questa seconda lettura – fatta in italiano – non mi ha trasmesso gli stessi sentimenti. Me ne sono resa conto rileggendo le varie citazioni che avevo salvato nel 2014. Non mi capita spesso di rileggere, men che meno di rileggere prima in una lingua e poi in un’altra, per questo non ci ho mai fatto troppo caso… però ammetto che anche io inizio a pensarla come chi afferma che si perde qualcosa nelle traduzioni.

Il secondo motivo di questo mio cambio di giudizio è che questa volta ho trovato la storia un tantinello frettolosa per quanto riguarda l’evolversi della relazione di due personaggi. Non tanto per l’amore che nasce tra Karou e Akiva, la loro relazione è la forma più veritiera di instalove che abbiamo mai letto. Sono davvero due anime legate dal destino e che si sono ritrovate. No, la relazione che mi ha fatto storcere il naso è un’altra – non posso dirvi tra chi, sarebbe un vero spoiler – ma è stata frettolosa, troppo frettolosa. Non ho trovato delle solide fondamenta che possano giustificarla. 

Però non voglio che pensiate che la storia della Laini sia da scartare. Tutt’altro, è un libro – anzi è una serie –

che merita parecchio e non parla solo di amori a prima vista. In realtà quello è un aspetto direi quasi marginale rispetto al messaggio che la Taylor cerca di portare avanti con La Chimera di Praga. La storia di Karou parla di longing – di desiderio – e speranza e di famiglia, che non è per forza quella biologica. Vuole trasmettere il messaggio che se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo essere i primi a compiere il primo passo. Dobbiamo credere e sperare e non tirarci indietro. 

Rileggere la storia di Karou, cresciuta da mostri – ma solo nell’aspetto – ma dal cuore grande è stato quasi come tornare a casa. Karou, che per tutta la sua vita ha sempre sentito una mancanza che tenta di nascondere al mondo con i suoi sorrisi. La storia non ha smesso di farmi provare lo stesso dolore, gli stessi desideri di Karou come se fossero miei. Ancora una volta la Tailor mi sono sentita coinvolta nelle gioie, dolori e anche biricchinate di Karou, i suoi desideri un pò frivoli – da dettati dal vivere in un mondo di pace. E andando aventi nella storia il lettore si pone sempre più domande. Chi sono le chimere? Qual è il motivo delle commissioni che Karou compie per conto del padre adottivo Sulphurus? Ma soprattutto, chi è veramente Karou?

La storia, i mondi, creati da Laini Taylor meritano di essere letti e apprezzati, nonostante alcuni di quelli che – per me – sono difetti, anche se non imperdonabili!

La mia opinione: 4 stelle
★★★★

Nym

Scritto da
Nymeria

Leggere è una necessità

5 commenti su “Di Chimere, traduzioni e riletture: La Chimera di Praga

  1. ho letto i primi due libri della serie, e infatti mi dico sempre che dovrei proseguirla, anche perché ne ho un buon ricordo, avevo apprezzato la scrittura dell'autrice, le ambientazioni e i personaggi, in particolare akiva e karou!

    io purtroppo ho un rapporto di odio-amore con le saghe >_<
    buona serata 🙂

  2. Condivido lo spaesamento legato alle riletture in italiano di libri precedentemente letti in inglese. In alcuni casi si perde proprio la potenza della scrittura, quindi devo ammettere che dopo alcuni tentativi un po' fallimentari, ho lasciato perdere, o li leggo in inglese, o in italiano😊.

  3. È esattamente questo che temo quando (e capita raramente) mi butto su una rilettura passando dall'inglese all'italiano. È bello, però, quando una serie riesce comunque a confermarsi come meritevole ❤️

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