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Shatter me di Tahereh Mafi

Tahereh Mafi

Quando quest’Estate ho iniziato a leggere Shatter Me di Tahereh Mafi non avrei mai pensato che sarei rimasta incantata da questa serie. Shatter Me mi aveva lasciata un pò interdetta tanto che sono state solo le parole di una mia amica, che aveva già letto la novella Destroy Me (Shatter Me #1.5), a convincermi a dare alla serie una seconda possibilità.

Ma prima la trama!

264 giorni chiusa in una cella, senza contatti con il mondo, perché Juliette ha un potere terribile: se tocca una persona può ucciderla. A tenerla prigioniera è la Restaurazione, un gruppo militare che intende usarla come arma. Scappare è impensabile, finché nella cella di Juliette entra Adam, un soldato semplice che scopre di essere immune al suo tocco. Il loro incontro è la scintilla che accende una speranza, la chiave che potrebbe aprire mille porte. Perché la vita li chiama, oltre i muri della prigione.

Shatter me di Tahereh Mafi

La lettura di Destroy Me mi aveva lasciato basita a tal punto da gettare tutte le mie supposizioni sulla serie nel cestino della carta straccia. Tutto ciò che credevo di sapere di uno dei personaggi principali si è rivelato semplicemente il frutto di apparenze e di una troppa immediata condanna da parte mia. Se Shatter Me non mi aveva esaltato, Destroy Me aveva acceso in me la speranza che c’era qualcosa di più in questa serie, della quale con Shatter Me avevo solo intravisto tutto il suo potenziale.

E poi ecco il turno di Unravel Me, il libro che ha irrimediabilmente segnato l’entrata della serie della Mafi tra le mie letture preferite in assoluto. Alla fine di Unravel Me ero così presa che non vedevo l’ora di poter mettere le mani sull’ultimo libro della serie. Alcune cose ancora non mi convincevano ma c’era sicuramente stato un netto miglioramento dei personaggi rispetto al primo libro.

Shatter Me resterà tra le mie serie preferite per molto tempo. Non sto esagerando e non lo dico solo perché ho da poco finito di leggere Ignite Me e sono ancora frastornata e incantata. Non si tratta solo della storia, dello sviluppo dei personaggi o delle loro relazioni. Ignite Me è molto molto di più.
E’ il fantastico stile di scrittura della Mafi che rapisce e non fa prigionieri, che incanta e ti lascia non senza parole ma senza fiato.

Lo stile di Tahereh Mafi

Nel corso della lettura ci si chiede come sia possibile che una persona sia in grado di scrivere in quel modo. Poetico o musicale non sono in grado di descrivere a pieno lo stile utilizzato dall’autrice.

Le parole della Mafi sono riuscite davvero ad emozionarmi, e questo mi è capitato solo con pochissimi autori. Riuscivo a sentire fin dentro le ossa i sentimenti e le emozioni non solo di Juliette, voce narrante della storia, ma anche le emozioni di quelli attorno a lei. Mi sono ritrovata spesso a rileggere involontariamente gli stessi passaggi, per quanto mi siano piaciuti.

Ho atteso non pazientemente l’arrivo di Ignite Me, ma quando è giunto finalmente il momento in cui avrei potuto dedicarmi alla sua lettura l’ho fatto in modo timoroso. Avevo paura di essere delusa, che quel che avevo iniziato ad intuire dei piani della Mafi per Juliette fosse tutto sbagliato. D’altra parte a chi non è capitato di restare delusi dal capitolo conclusivo di una serie amata?

L’evoluzione dei personaggi

Fortunatamente, questo non è stato il caso. A ripensare a quel che avevo scritto su Shatter Me mi viene quasi da ridere, col senno di poi tutto diventa più chiaro. Era sempre stato tra le intenzioni della Mafi quello di mostrare il percorso di crescita e di scoperta di sé di Juliette. I difetti di Juliette che avevo riscontrato in Shatter Me si sono dimostrati voluti e con un loro perché.

Se dovessi confrontare la Juliette di Shatter Me e quella di Ignite Me direi che sono quasi irriconoscibili. La crescita di questo personaggio è incredibile, la consapevolezza di sé che Juliette riesce a scoprire, grazie al supporto di chi le sta intorno, mi ha lasciato senza fiato e incredibilmente soddisfatta. E’ stato bello poter ammirare la trasformazione di un pulcino impaurito in una guerriera dalla volontà di ferro e sicura di sé. Trasformazione evidenziata anche dalla mancanza dei pensieri censurati di Juliette che tanto avevano caratterizzato Shatter Me e Unravel Me.La Juliette di Ignite Me sa quel che vuole e non dubita neanche per un istante.

Anche se tutti gli altri personaggi meritano di essere ricordati, Kenji spicca in modo particolare. Grazie alle sue battute riesce ad alleggerire anche i momenti più tesi. Spesso e volentieri mi sono ritrovata a ridere per il suo modo di fare e per le sue risposte sempre pronte e soprattutto divertenti.

Non vi dirò nulla sulla parte romance, che spesso ha un ruolo predominante nei capitoli. Credetemi in questo: Ignite Me non vi deluderà affatto da questo punto di vista. Ma preferisco non rovinarvi il tormento l’attesa di scoprire la scelta di Juliette, perfettamente in linea con la maturazione che ha subito nel corso di tutti e tre i libri.

Adesso che la serie è conclusa e sento già la mancanza di Juliette, di Kenji, di James, di Warner sono quasi tentata di rileggere tutta la serie dal primo libro.
Se volete un consiglio, se avete letto Shatter Me e non vi ha convinto, proseguite comunque. Andate avanti con la lettura. Leggete i seguiti e anche le novelle. Shatter Me è una serie che merita davvero.
E se Unravel Me è stato definito intenso, siate pronti ad essere infiammati da Ignite Me.

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Scritto da
Nymeria

Leggere è una necessità

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