Recensione

The Witcher – Il guardiano degli innocenti

 

Il guardiano degli innocenti
The Witcher #1
Andrzej Sapkowski

Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, che si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi… Strappato alla sua famiglia quand’era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia.

The witcher – Il guardiano degli innocenti è stato uno di quei libri che una volta finiti mi portano a chiedermi perché ho aspettato così tanto ad iniziarlo!

Sono partita consapevole che si trattasse di una raccolta di racconti e forse questa è stata una delle cause che ne ha ritardato la lettura. Io e i racconti non andiamo molto d’accordo. Eppure ho voluto seguire la linea temporale con cui Sapkowski ha creato la figura di Geralt e ho fatto benissimo. In tutta sincerità non ho sofferto in alcun modo lo stacco tra un racconto e l’altro, questo perché il libro è stato studiato appositamente per ridurre al minimo questa eventualità. Esiste infatti il racconto “La voce della ragione” che ci guida passo passo tra le altre storie racchiuse in questo volume. Storie che ci aiutano a prendere dimestichezza con il mondo in cui vive Geralt, che ci presentano questo strigo e ci fanno affezionare a lui. Geralt, pur essendo agli occhi della gente un cacciatore di mostri in realtà è molto più di questo. Le pagine di questo libro racchiudono una profondità di pensiero sull’animo umano che sinceramente mi ha colto impreparata!

Me la cavo. In qualche modo me la cavo. Perché devo. Perché non ho altra via d’uscita. Perché in qualche modo ho sopraffatto dentro di me la superbia e l’orgoglio per la mia diversità, perché ho capito che la superbia e l’orgoglio, sebbene siano un’arma contro la diversità, sono un’ arma miserevole. Perché ho capito che il sole brilla in maniera diversa, perché qualcosa cambia e io non sono l’asse di questi cambiamenti.

Altro elemento che mi ha portato a mettere The Witcher sul podio delle migliori letture dell’anno è la questione fiabe. Il volume contiene diversi elementi del folklore polacco e slavo ma al di là di questo, quello che mi è vedente piaciuto è che The Witcher si muove anche all’interno di un mondo a cui appartengono anche le favole della nostra infanzia sebbene rivisitate e molto più dark.

Il guardiano degli innocenti mi è piaciuto così tanto che ho già pronti ad aspettarmi il secondo e il terzo volume della serie, nella speranza di iniziarli prima dell’inizio della seconda stagione su Netflix prevista per Dicembre.

La mia opinione: 5 stelle
✭✭✭✭✭

Nym

Scritto da
Nymeria

Leggere è una necessità

2 commenti su “The Witcher – Il guardiano degli innocenti

  1. Bellissima recensione. Anch'io voglio leggere presto i libri, ho preso già i primi tre, ammaliata dalla prima stagione di Netflix… non vedo l'ora di leggerli

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