Stepsister sorelle di sangue
Recensione

Recensione Stepsister. Sorelle di sangue

Stepsister. Sorelle di sangue
Jennifer Donnelly
Autoconclusivo
C’erano una volta, per sempre e mai più, in un’antica cittadina sul mare, tre sorelle che lavoravano a lume di candela.
Si potrebbe definire Stepsister come una sorta di manifesto al femminismo. È un libro che parla dell’accettazione di se, e prima ancora, della scoperta di se stessi.
Da questo punto di vista non posso che essere d’accordo con il messaggio che l’autrice ha voluto trasmettere raccontandoci il retelling di Cenerentola in un modo mai letto prima (almeno, che io sappia).
La protagonista è infatti una delle sorellastre, Isabelle che sotto l’influenza della madre – la matrigna cattiva – è costretta a piegarsi alle volontà della mentalità dell’epoca che vuole le donne – mi spiace dirlo – come dei semplici ornamenti.
In questo mondo, nel nostro mondo, le donne non dovrebbero avere nessuna opinione – eresia il contrario – nessuna ambizione – pazzia il pensarlo altrimenti – e soprattutto pensare solo ed esclusivamente a trovare un buon partito – unico scopo di ogni donna.
La storia è ambientata attorno al 1500 ma quello che deve subire Isabelle ogni giorno non è poi così diverso da quello che è costretta a sopportare ogni donna dei giorni nostri.
Scorrevole lo stile della storia e non mi è dispiaciuta nemmeno la scelta di averte tanti capitoli corti (il più lungo credo non superi le cinque pagine) che si concludono tutti con qualche frase ad effetto o colpo di scena.
Il libro apre la narrazione, non con la presentazione della protagonista, bensì di due personaggi secondari che si troveranno ad avere – in un certo qual modo – un’influenza sul percorso della protagonista. Si tratta delle personificazioni di Fato e Opportunità. Altro tema della storie infatti è l’importanza delle scelte e l’eterna domanda – a cui diversi filosofi hanno tentato di dare una risposta – ogni cosa è predestinata o siamo noi ad avere le redini del nostro destino?
È meraviglioso. Non capisci? Una bella ragazza deve piacere al mondo, ma una brutta? È libera di piacere soltanto a se stessa.
Considerando tutti questi aspetti, non posso che apprezzare il romanzo ma – ed è un ma bello grande – non sono riuscita ad apprezzare appieno la storia. Mi è mancato il coinvolgimento emotivo e la voglia di sapere come sarebbe andato a finire. Altra cosa che non mi ha convinto pienamente è che è venuta a mancare una certa dose di pathos.
Nel corso della storia, Isabelle compie un percorso di crescita, anche grazie all’aiuto di alcuni personaggi che le danno solo una leggera spintarella verso possibili opportunità, che spetta a lei cogliere. Ma ci sono state volte in cui noi lettori sappiamo già ogni cosa, perché ci è stata rivelata nelle pagine precedenti e sono Isabelle ne è ignara.
Tuttavia confermo di aver apprezzato molto la narrazione, che mantiene i connotati di una fiaba dalle sfumature dark.
La mia opinione: 3 stelle e mezzo
 ★★★½
Scritto da
Nymeria

Leggere è una necessità

4 commenti su “Recensione Stepsister. Sorelle di sangue

  1. Ciao Nymeria! Peccato tu non l'abbia approvato a pieni voti, resto comunque curiosa di leggerlo, a maggior ragione dopo le tue considerazioni positive 😉

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