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Bookmaniac #6: Il prezzo della felicità

Noi lettori pur avendo in comune un’incredibile passione per i libri e un portafoglio quasi sempre vuoto confortatemi, ditemi che è così anche per voi abbiamo delle manie particolari, magari completamente diverse tra di noi ma che ci contraddistinguono e ci fanno rientrare nella categoria dei maniaci dei libri. E’ da questo spunto iniziale che […]

Noi lettori pur avendo in comune un’incredibile passione per i libri e un portafoglio quasi sempre vuoto confortatemi, ditemi che è così anche per voi abbiamo delle manie particolari, magari completamente diverse tra di noi ma che ci contraddistinguono e ci fanno rientrare nella categoria dei maniaci dei libri. E’ da questo spunto iniziale che nasce Bookmaniac, una piccola rubrica a cadenza casuale in cui potremo confrontarci e condividere le nostre piccole manie librose, scambiare idee e opinioni.

Nell’ultimo anno ho cercato di essere più accorta nei miei acquisti e mi sono finalmente decisa a dare un’opportunità all’acquisto di libri usati. Ho infatti preso l’aumento dei prezzi quasi come un affronto personale, una mancanza di rispetto nei confronti di una cliente affezionata. 

Non sono mai stata interessata a libri dalle caratteristiche esteriori particolari. Negli anni non mi sono nemmeno curata di acquistare nello stesso formato libri della stessa serie. Ne è un esempio lampante il Trono di Ghiaccio che mi ritrovo bellamente diviso tra edizioni in italiano, ebook, rigide e flessibili in inglese. Sebbene la mia me stessa di 10 anni fa si lamentava della bruttezza di certe cover nostrane e sognava le stesse cover usate dalle CE straniere, mi rendo conto adesso come questo desiderio ormai realizzato stia costando a me, così come a tante altre lettrici e lettori là fuori, più di quanto ne valga la pena.

Questa tendenza di pubblicare libri esteticamente ricercati, oggettivamente con le caratteristiche dei libri da collezione presenti nelle box libresche d’oltre oceano, mi causa un sentimento di tristezza, più in là vi confesserò il perché. 

Probabilmente le pagine colorate e le copertine reversibili sono state aggiunte con la speranza di attirare l’attenzione di più lettori, ma mi domando quanto questa strategia stia effettivamente funzionando. Ci sono cascata anche io, ovviamente. Comprando qualche titolo che mi attirava e senza dare troppo peso al prezzo, perché ingenuamente pensavo che si trattasse di scelte editoriali sporadiche, non mi aspettavo che diventassero la norma.

Adesso mi domando perché devo essere costretta a comprare cartacei e pagare più del solito per avere delle caratteristiche di cui non mi importa nulla? 

Che me ne faccio di libri e libri da collezione, una volta che ho riposto il libro sullo scaffale? Mi rattrista che venga portata avanti l’ideologia che le apparenze e gli artifizi, fatti di forme esteticamente accattivanti abbiano la stessa importanza (se non di più) del contenuto di un libro. Perché rendere la norma la pubblicazione di libri con queste caratteristiche eliminando per di più la ripubblicazione degli stessi libri nelle edizioni economiche flessibili? 

Io consumatrice mi ritrovo priva di scelta. Ed è questo, più di qualsiasi altra cosa, che mi da un estremo senso di frustrazione. Se sapessi di dover aspettare qualche anno per poi avere l’edizione flessibile tra le mie mani, non starei scrivendo questo post.

A modo mio, ho cercato di ribellarmi. In quest’ultimo anno ho evitato di acquistare questo tipo di libri ma mi rendo conto che questa sia una battaglia che non posso vincere, perché a conti fatti ci rimetto solo io, privandomi di libri che vorrei leggere. Ho ripiegato sull’usato principalmente per questo. Ma bisogna armarsi di pazienza, molta pazienza. Per fortuna posso ingannare l’attesa con quei libri che ancora mi attendono sullo scaffale!

Scusate questo mio sfogo, probabilmente la mia non è un’opinione molto popolare e non voglio in alcun modo inimicarmi le persone alle quali piacciono le edizioni speciali. Sono contenta per loro, perché andando in libreria trovano quel che desiderano. Peccato non sia così per me e per tante altre lettrici e lettori là fuori!

Baci,

la vostra Nym

Scritto da
Nymeria

Leggere è una necessità

2 commenti su “Bookmaniac #6: Il prezzo della felicità

  1. Non saperei… Più che dalle edizioni speciali mi faccio prendere dalla grafica di copertina.

    Personalmente non sopporto le copertine che riportano immagini tratte dall'adattamento cinematografico del libro in questione; a volte compro edizioni in lingua italiana anziché inglese perché preferisco la copertina; altre mi procuro l'edizione americana anziché quella britannica perché — di nuovo — preferisco l'immagine di copertina…

    Per il resto sembra che, ormai, non faccia più parte di quella fetta di mercato che legge libri per cui escono edizioni speciali o solo in legatura rigida. Se ci penso attentamente, l'unica edizione speciale che ho comprato negli ultimi anni è quella in legatura rigida della trilogia di Fondazione di Asimov della Everyman Library (che, in ogni caso, si trova al prezzo accessibile di €14.90).

  2. A me personalmente piacciono molto i libri belli esteticamente e mi piacerebbe avere una libreria bella da vedere ma mi rendo conto che: a) non sarebbe possibile a livello economico e b) i libri in edizione "bella" sono terribilmente scomodi e penso che finirei per non leggerli mai :') Ogni tanto mi concedo qualche sfizio e compro nuove edizioni con copertine accattivanti ma preferisco di gran lunga tutto quello che trovo all'usato a poco prezzo e in buone condizioni, quindi principalmente flessibili, pocket, vecchie edizioni.
    Mi trovo d'accordo sul fatto che attualmente va di moda il bello e non la sostanza e infatti ho letto libri dalle copertine stupende completamente vuoti nei contenuti.
    Secondo me questo è dato molto anche dal fatto che ormai si pubblica qualsiasi cosa che sia vagamente popolare sui social e simili.

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