Recensione

Recensione di Mistborn l’ultimo impero

Brandon Sanderson

Da quando è iniziato Settembre, ho dedicato la lettura prediligendo libri dalle tinte più autunnali ed è per questo che ho deciso di leggere e condividere con voi la recensione di Mistborn l’ultimo impero. Ma prima la trama.

N.B. avevo queste recensione in bozza da non so quanto tempo. Direi che adesso che sto leggendo il secondo della serie, è arrivato il momento di pubblicarla!

La trama

Sono trascorsi mille anni dal giorno dell’Ascensione, il misterioso evento che rese il sole scarlatto, riempì l’atmosfera di piogge di cenere e inaridì il pianeta per sempre. Quello stesso giorno il Lord Reggente ottenne un potere inimmaginabile, tale da renderlo una vera e propria divinità, con la capacità di riunire l’umanità intera sotto il vessillo dell’Ultimo Impero, così chiamato perché destinato a durare in eterno. Ora uno strano schiavo è giunto nelle piantagioni fuori della capitale Luthadel, dove gli schiavi skaa vengono oppressi come in ogni parte dell’Impero. Quest’uomo si chiama Kelsier ed è a capo di una banda di delinquenti dotati di poteri allomantici. Kelsier coltiva il sogno impossibile di porre fine al dominio del Lord Reggente, ma sarà l’incontro con la giovane imbrogliona Vin, una skaa che non si fida di niente e di nessuno, a dargli una speranza di successo: Kelsier riconosce nella ragazza il suo stesso rarissimo talento, quello dei Mistborn, coloro in grado di usare tutti i poteri allomantici…

La recensione di Mistborn l’ultimo impero

Ho sempre guardato con un leggero timore i libri scritti da Sanderson. Non che mi facesse paura la loro mole, non è certo il primo libro di dimensioni abbondanti che leggo, ma perché sembra sempre che attorno a Sanderson aleggi un’aura quasi reverenziale. In questi casi, la paura di essere la pecora nera e non essere capita è sempre dietro l’angolo.
Ma torniamo all’ultimo impero, o meglio a cosa ne penso. Se dovessi rispondere con poche parole direi che sì, mi è piaciuto. Ottimo stile, ottima costruzione della storia che non appesantisce ma tiene sempre sull’attenti il lettore. Sanderson, in pochi capitoli riesce a rendere chiaro a chi legge la situazione sociopolitica del mondo in cui abitano Kelsier e Vin e ci rende partecipi, tramite la ladruncola Vin, come funzioni il sistema “magico” su cui si basa tutta la trama, ovvero l’allomanzia.

Inganni e astuzia le parole chiave

La storia narrata in questo epic fantasy è una storia di deception, come dice sempre Kelsier c’è sempre un altro segreto da scoprire, quindi meglio aguzzare la vista per scoprire cosa si cela dietro le righe di questa storia.
Quello che si accinge a fare Kell, insieme alla sua squadra di ladri ben organizzata, non è un furto qualunque (quindi amanti delle heist story questo libro è anche per voi) per due motivi: sia perché il furto vuole essere fatto ai danni del loro oppressore, il Lord Reggente, sia perché chi ha commissionato loro il lavoro ha come obbiettivo quello di spodestare quello che è a tutti gli effetti non un semplice reggente ma un vero e proprio dio in terra potente e immortale e tanto sicuro di sé da battezzare il suo regno come l’Ultimo Impero.
Le vicende ci vengono narrate sia dal punto di vista di Kelsier che della sua apprendista Vin che da semplice ladruncola di strada che non crede in niente e in nessuno impara man mano a fidarsi di questa strana banda composta da un omogeneo gruppo di allomanti. Vin è un personaggio che cresce e matura e che trova una famiglia proprio nel momento in cui ne aveva più bisogno.
Il mio consiglio è quello di dare una possibilità a questo mattoncino, direi che ha una conclusione più che degna che lascia si con alcune domande e dubbi ma che può essere benissimo letta da sola nel caso non voleste andare avanti nella lettura.

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Scritto da
MissBee

Leggere è una necessità

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